Game over

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Vi siete lasciati, purtroppo è successo. Ora non è importante sapere chi ha lasciato chi, ed è inutile ragionare sui motivi, parliamo invece dei postumi. Può essere vista come una sconfitta o a volte una liberazione, in ogni caso è una fine che deve essere digerita (beh, sa tanto di dopo pasto), meglio elaborata, fa più figo e contemporaneo.

Ci sono diversi atteggiamenti che si possono verificare, in ordine sparso. Non c’è una successione precisa, possono manifestarsi in momenti diversi ( si spera non tutti, se no siete davvero una caso senza speranza).

  1. Disperazione totale. Siamo dilaniate, l’unico desiderio sarebbe dimenticare e non pensarci più, ma la mente torna sempre lì, sul luogo del delitto. La soluzione classica ( e specialmente se siamo in inverno) è: chiudersi in casa, con scatola di kleenex sotto mano, davanti alla tv e guardare film strappalacrime con protagonista Meg Ryan & co e, a scelta, patatine se ci piace il salato o vascona di gelato formato famiglia esclusivamente di crema (banditi i gusti frutta) o scatola di biscotti certo non light o ai cereali sotto gli occhi. Dimenticavo: nature (quindi inguardabili, visto il pianto a dirotto) tuta in pile antistupro e capelli sconvolti.

  2. Indifferenza più totale. Non è successo niente, vero? Quindi andiamo a lavorare, studiamo, facciamo le faccende di casa nella calma più completa. Sembra non sia successo nulla di strano. Manca solo una persona a cui avevamo magari dedicato dei mesi/anni o comunque del tempo, ma è solo un dettaglio insignificante.

  3. Ed ora…ci si diverte! La scelta più pericolosa è vedere tutto come un’opportunità. Nuova vita, divertimento h24, 7 giorni su 7 , con le amiche. Si esce sempre, lunedì ( la giornata più triste ed inutile della settimana) compreso, ma non per cene o cinema. Le feste diventano la location preferita, il rimorchio l’obiettivo principale e la leggerezza l’atteggiamento del momento. Diventiamo le imperatrici degli aperitivi, regine delle feste e, come si dice a Roma “do cojo, cojo”.

  4. A cosa servono le amiche? Non ci hanno sempre insegnato che servano in caso di bisogno? Risultato: monologhi nei quali ci lamentiamo senza sosta della situazione che stiamo vivendo. Quindi, appuntamento fisso con Mr. Jack Daniels e la malcapitata di turno.

Direi che questi sono gli atteggiamenti più comuni ed in parte comprensibili. Sarebbe incredibile, impensabile, un equilibrio perfetto, un’armonia interna che si manifesta anche fuori, dopo una rottura più o meno traumatica.

Ok, diamoci tempo e non esageriamo, altrimenti i risultati potrebbero essere:

  1. Cicciona, che vedrà l’amore solo in forma di maniglie (le sue)
  2. Miss Ghiaccio, che potrebbe essere immaginata dagli uomini così fredda anche negli incontri carnali, passatemi il termine.
  3. Panterona a lungo andare non più sensuale ma ridicola
  4. Ubriacona apprezzata solo dai baristi al bancone, finché il budget lo permetterà.

Tutte quattro le categorie sono da evitare come la peste.

Quindi…diamoci una mossa, il tempo non va sprecato!

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28 thoughts on “Game over

  1. Hai colto in pieno il punto…il più delle volte addirittura si attraversano tutte e 4 le fasi rischiando di diventare una mina vagante per la propria vita sociale post superamento della rottura. Ahhhh quante vittime miete l’amore….

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  2. Hai ragione! Io ogni tanto ho visto delle amiche normali trasformarsi in delle tigri del ribaltabile nel giro di qualche settimana. Roba che ti crucciavi a andarci in giro da sola con una macchina soltanto perché sapevi che a fine serata saresti rimasta a piedi -.-

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  3. Si può anche soffrire’ moderatamente’ perché x molte separazioni, a parte il vissuto, è una logica conseguenza, una liberazione. Io ad esempio per il mio unico ,credevo, grande amore ho dato di matta e sono stata dall analista che mi ha dato la migliore prospettiva x guardare il mondo.
    Sheratuttomaturaesedimenta

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  4. Eh, dovresti vedere le evoluzioni di noi uomini. Si passa dal “ora mi godo la libertà” alla colonia di mosche che ci girano intorno dopo due settimane passate sul divano a disperarsi cercando un motivo valido per alzarsi e fare pace con il sapone.
    Ah, dimenticavo, mi piace il tuo blog, lo accetteresti un lettore uomo?, giuro che parlo solo se interrogato e se sporco per terra pulisco. Però non farmele fare nello stesso momento. Sono un uomo, che diamine!

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  5. Gli uomini spesso sono ancor più patetici: molti ,appena si lasciano, tornano a fare notti brave, in discoteca, ecc, come se volessero riprendere la vita dove l’avevano lasciata anni e anni prima. Fortunatamente questa fase termina nel giro di qualche notte consecutiva, quando si accorgono di non avere più 17 anni (sempre che non inizino a tirare coca).

    Personalmente mi reputo molto (troppo) sensibile a questo tipo di dolore e in fondo ringrazio il cielo di averne vissute poche e soprattutto poco importanti.

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  6. Lasciarsi soprattutto se dopo tanti anni può essere devastante, ma spesso può aiutarti a scoprire una “te”che non conoscevi e questo è indispensabile! Ricostruirsi riscoprendosi. E se sei stata brava poi ti ritrovi più consapevole di ciò che vuoi… con qualche cicatrice forse, ma ritrovi te stessa come non mai! ragazzarosa.wordpress.com

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